
Lo scorso febbraio il birrificio 32 Via dei Birrai ha annunciato, per la prima volta, il confezionamento delle sue birre in fusto. Può sembrare una notizia banale, ma si tratta di una passaggio epocale per un produttore operante sul mercato da venti anni. Sin dalle origini 32 Via dei Birrai è stato legato esclusivamente alla bottiglia, che ha sempre rappresentato più di un contenitore: negli anni è diventata un segno distintivo, un modo di stare sul mercato e di raccontare il progetto. Perciò l’introduzione del fusto non può essere letto come una semplice scelta tecnica, ma nasconde un preciso cambio di strategia in un momento storico decisivo per la birra artigianale italiana. Per questa ragione ho contattato Fabiano Toffoli, co-fondatore e birraio, per capire da dove nasce la decisione, perché arriva adesso e come cambia (o non cambia) il modo in cui 32 Via dei Birrai immagina prodotto, servizio e canale...
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Alessandra Di Dio, Cronache di birra, 32 Via dei birrai apre ai fusti: cosa cambia (davvero) dopo vent’anni di bottiglia, 06.05.2026